Provincia Atlantica. La missione partì con gli emigranti

Copertina della pagina sulla Provincia Atlantica dei Missionari del Preziosissimo Sangue

Quando la missione attraversò l’Atlantico insieme agli emigranti

Il 5 febbraio 1904 due giovani Missionari italiani, Edoardo Ricciardelli e Pasquale Renzullo, arrivarono a New York. Pochi giorni dopo raggiunsero Chicago. Non avevano davanti una terra senza sacerdoti né popolazioni da incontrare per la prima volta. Li aspettavano italiani che avevano lasciato paesi, famiglie e parrocchie e che, nel nuovo mondo, cercavano anche una Chiesa nella quale sentirsi ancora a casa.

La Congregazione aveva già una grande presenza negli Stati Uniti attraverso l’opera iniziata da Brunner nel 1843. Questa nuova partenza, però, aveva una storia diversa. Ricciardelli e Renzullo dipendevano dalla realtà italiana e furono inviati soprattutto per la cura pastorale degli emigranti. Nasceva così un ramo che avrebbe camminato accanto alla Provincia americana senza coincidere con essa.

Chicago: parlare la lingua di chi era appena arrivato

A Chicago i due Missionari cominciarono come assistenti nella parrocchia dei Holy Guardian Angels. Il lavoro era enorme. Gli italiani arrivavano in quartieri nei quali la lingua, le abitudini e perfino il modo di vivere la fede erano diversi. Il sacerdote non era soltanto colui che celebrava la Messa: diventava interprete, punto di riferimento, legame con il Paese lasciato alle spalle.

Ricciardelli divenne poi parroco di St. Mary of Mount Carmel; Renzullo fondò la parrocchia di St. Rocco a Chicago Heights. Le comunità nacquero dentro il mondo degli operai, delle famiglie appena stabilite e delle associazioni italiane. La missione prendeva la forma dell’emigrazione.

Dalla Spagna all’America: Angelo Della Vecchia

Nel 1922 arrivò un uomo che abbiamo già incontrato nella storia di Cáceres. Angelo Della Vecchia lasciò la Spagna nell’aprile di quell’anno, trascorse tre mesi a New York e poi raggiunse East Chicago, dove divenne assistente di Ottavio Zavatta nella parrocchia di St. Mary.

Per Giovanni Varrone, rimasto in Spagna, quella partenza sarebbe rimasta nella memoria con una frase che i confratelli hanno continuato a tramandare: «Mi lasciò da solo in Spagna». Per Della Vecchia, invece, quel viaggio aprì una storia americana lunghissima. Sarebbe rimasto negli Stati Uniti per decenni e nel 1941 sarebbe diventato Superiore della Delegazione.

1928: nasce la Delegazione italo-americana

Il 29 ottobre 1928 quella presenza ricevette una forma propria con l’erezione della Delegazione italo-americana. Il nome diceva esattamente ciò che la realtà era: uomini provenienti dall’Italia, impegnati soprattutto nelle comunità italiane degli Stati Uniti, ma ormai stabilmente inseriti nella Chiesa americana.

Negli anni Trenta e Quaranta la Delegazione servì parrocchie e comunità in diversi Stati. I nomi dei Missionari italiani si mescolarono progressivamente con quelli dei primi membri nati in America. La casa non era più soltanto un ponte temporaneo per gli emigranti: stava diventando una comunità capace di generare vocazioni proprie.

Rochester: formare uomini sul posto

Negli anni Cinquanta maturò una necessità evidente: non bastava continuare a ricevere sacerdoti dall’Italia. Occorreva formare uomini nel continente nel quale avrebbero poi lavorato. Nel 1962 venne così aperta a Rochester, nello Stato di New York, una Casa di studi della Congregazione.

Quel passaggio cambiò il futuro della comunità. Una presenza nata per accompagnare gli emigranti italiani cominciava a preparare i propri candidati in America. Le nuove vocazioni non provenivano più soltanto dalle famiglie italiane appena arrivate, ma anche da generazioni ormai pienamente nordamericane.

1964: l’emigrazione conduce in Canada

La stessa ragione che aveva portato i Missionari a Chicago li spinse poi verso il Canada. Toronto stava accogliendo un numero enorme di immigrati italiani. Il Superiore della Delegazione, Oreste Cerbara, cominciò a cercare una possibilità di servizio già nel 1961.

Il 29 ottobre 1964 Matteo Quaranta e Luciano Baiocchi arrivarono a Toronto. Furono ospitati nella canonica di St. Clare e ricevettero il compito di assistere pastoralmente le numerose famiglie italiane della zona. Ancora una volta la Congregazione seguiva gli emigranti, non aspettando che fossero loro a trovare il modo di adattarsi da soli a una nuova Chiesa.

1966: il mare entra nel nome

La Casa di studi di Rochester e l’apertura canadese prepararono un nuovo passaggio. Il 1º settembre 1966 la Delegazione divenne Vicariato Atlantico. Il nome ormai non parlava più soltanto di italiani in America. Parlava di una realtà distribuita sulle due sponde di un mondo nordamericano nel quale Stati Uniti e Canada erano diventati entrambi parte della stessa missione.

Nel gennaio 1967 Nicholas Arioli venne eletto primo Direttore del Vicariato. La comunità disponeva ormai di case, formazione, vocazioni locali e una struttura capace di prendere decisioni proprie senza recidere il legame con la Provincia italiana dalla quale proveniva.

23 aprile 1987: nasce la Provincia Atlantica

Il cammino iniziato con due giovani sacerdoti sbarcati a New York nel 1904 arrivò a maturazione il 23 aprile 1987, quando venne eretta la Provincia Atlantica. Nicholas Arioli, che aveva guidato il Vicariato, divenne il primo Provinciale.

Erano trascorsi ottantatré anni dal primo arrivo. Nel frattempo erano cambiate le persone e soprattutto era cambiata l’emigrazione italiana. Molte delle parrocchie nate per comunità appena arrivate si erano trasformate perché i figli e i nipoti degli emigranti parlavano inglese, si spostavano in altri quartieri e vivevano ormai come cittadini americani o canadesi. Anche la missione dovette cambiare con loro.

Quando le parrocchie italiane non furono più italiane

Alcune delle comunità storiche chiusero proprio perché il quartiere per il quale erano nate non esisteva più nello stesso modo. La parrocchia di Mount Carmel a Chicago, guidata a lungo da Angelo Della Vecchia, venne chiusa nel 1976 quando la popolazione italiana aveva ormai lasciato la zona e il quartiere era profondamente cambiato.

Questa trasformazione mostra una caratteristica singolare della missione fra gli emigranti. Il successo può coincidere con la scomparsa del bisogno che aveva fatto nascere un’opera. Le famiglie si integrano, le lingue cambiano, i quartieri si spostano. Restare fedeli non significa conservare per sempre una parrocchia italiana, ma continuare a chiedersi chi abbia bisogno oggi di essere raggiunto.

Una Provincia nata italiana e diventata internazionale

Oggi la Provincia Atlantica vive soprattutto fra Canada e Stati Uniti, con presenze a Toronto, Niagara Falls, Sudbury e Rochester. I suoi membri non hanno più un solo volto nazionale. Accanto a uomini di origine italiana vivono Missionari provenienti da altre culture e da altre Province della Congregazione.

È forse questo l’esito più coerente di una storia cominciata con l’emigrazione. La Provincia nata per accompagnare italiani lontani da casa è diventata essa stessa una comunità nella quale provenienze differenti imparano a vivere insieme. Il confine attraversato nel 1904 non era soltanto geografico. Con il tempo ha cambiato anche l’identità di chi lo aveva attraversato.

Il mare che univa invece di dividere

Per Ricciardelli e Renzullo l’Atlantico era il mare da attraversare per raggiungere gli emigranti. Per Della Vecchia fu la strada che lo portò dalla Spagna a una nuova missione. Per Quaranta e Baiocchi divenne il nome di una comunità ormai presente anche in Canada.

Alla fine, quel mare che sembrava separare l’Italia dall’America finì per unire uomini, famiglie e Chiese. La Provincia Atlantica nasce da questo: dal rifiuto di lasciare soli coloro che erano partiti. E forse è una delle forme più concrete che la parola missione abbia assunto nella storia della Congregazione.


Per conoscere la Provincia Atlantica oggi

Missionaries of the Precious Blood – Atlantic Province, sito ufficiale della Provincia.

Bloodlines, archivio delle pubblicazioni della Provincia con la ricostruzione storica di Andrew Pollack C.PP.S.

Missionaries of the Precious Blood – Our History, sintesi ufficiale della storia internazionale della Congregazione.