
Dal 1815 San Felice appartiene alla storia dei Missionari del Preziosissimo Sangue e ne costituisce la Casa Madre. Nel corso del tempo sono cambiati gli uomini, i ministeri e le condizioni della vita quotidiana, e la presenza dei Missionari ha conosciuto anche interruzioni e riprese legate alle vicende della Casa. È rimasto il legame con la prima Casa di Missione e con la responsabilità di custodirne la memoria e la presenza ecclesiale. Anche oggi, nel tempo particolare segnato dalla chiusura dell’Abbazia per i lavori di restauro, la storia di San Felice continua attraverso la comunità che temporaneamente vive a Lutriano.
Questa sezione raccoglie tre dimensioni della vita che continua attorno alla Casa Madre anche nel tempo dei restauri. La prima presenta la comunità missionaria che oggi custodisce San Felice, temporaneamente residente a Lutriano; la seconda racconta la vita e le attività dell’Abbazia, con la sua vocazione di preghiera e di accoglienza e con la situazione presente del complesso; la terza apre alla Unione Sanguis Christi, espressione della spiritualità del Preziosissimo Sangue vissuta dai laici e presenza che a San Felice ha una storia propria e un gruppo radicato nel territorio.
Una Casa in attesa di tornare
La comunità continua il proprio cammino mentre San Felice attraversa un nuovo capitolo della sua storia. La piccola casa di Lutriano è oggi il luogo concreto della vita fraterna; l’Abbazia rimane la Casa Madre verso la quale si guarda in attesa che i lavori consentano il ritorno. Questo tempo non viene riempito anticipando programmi che ancora non esistono: viene vissuto custodendo ciò che è stato ricevuto e continuando il servizio alla Chiesa nelle forme oggi possibili.


