Nel 1854 il santuario del Fosco aveva bisogno di una nuova chiesa. A San Felice si trovava Giovanni Merlini, Direttore generale dei Missionari del Preziosissimo Sangue. L’arcivescovo Arnaldi gli prospettò la necessità di una ricostruzione impegnativa, per la quale si parlava di quattromila scudi. Merlini conosceva bene le difficoltà economiche della Congregazione, ma comprese che quel luogo di devozione meritava un futuro.
L’impegno di una ricostruzione
Il cantiere mise insieme fedeli, sacerdoti, amministratori, maestranze e offerte. Fra le carte rimangono il ricordo del terreno necessario, le spese, le difficoltà e i disegni. La chiesa nuova fu consacrata dall’arcivescovo Arnaldi l’8 ottobre 1860. Era il compimento di un’impresa che aveva impegnato anche la prima Casa Madre.
La devozione prima del grande cantiere
La trasformazione del 1854 si inseriva in una storia già viva. Nel 1818 furono posti cristalli a protezione dell’immagine della Madonna, mentre falegnami, pittori e vetrai lavoravano alle strutture. In quegli anni si realizzavano anche immagini a stampa della Vergine e si curava il ciborio. La cura del santuario coinvolgeva dunque persone e competenze diverse molto prima della ricostruzione ottocentesca.

Per il racconto esteso delle spese, dei progetti e delle vicende del cantiere si può leggere anche Quattromila scudi per una chiesa, nel blog Due palmi sopra il cuore.
Per una storia più completa
La ricostruzione storica più ampia, con le carte d’archivio, le fotografie originali e gli approfondimenti sulle diverse epoche del santuario, è pubblicata nel blog personale Due palmi sopra il cuore.