Gaetano Bonanni scrittore

Frontespizio de Lo spirito sacerdotale rinnovato di Gaetano Bonanni, Fuligno 1825
Frontespizio de «Lo spirito sacerdotale rinnovato», Gaetano Bonanni, Fuligno, 1825.

Gaetano Bonanni non fu uno scrittore nel senso di chi affida alla pagina un’attività distinta dal proprio ministero. I suoi libri nascono dentro la predicazione, la direzione spirituale, la formazione dei sacerdoti e, più tardi, il governo episcopale. Scrivere significa per lui continuare a parlare quando la voce del predicatore non è più presente, offrire un metodo perché il lettore possa sostare davanti alla verità contemplata e accompagnarlo fino al punto nel quale quella verità chiede di diventare vita.

Per questo le sue opere spirituali non si accontentano di trasmettere contenuti. Bonanni vuole condurre chi legge attraverso un vero esercizio interiore: comprendere, esaminarsi, suscitare gli affetti della volontà, assumere un proposito e custodirlo nella giornata. È la stessa preoccupazione che attraversa la sua attività di predicatore e formatore e che continuerà, con forme diverse, anche quando diventerà vescovo di Norcia.

Il Crocifisso, «gran libro di celeste sapienza»

Fra gli scritti che permettono di riconoscere più chiaramente il giovane Bonanni vi sono le Meditazioni sulla Passione di Gesù Cristo. La prima edizione finora documentata risale a Roma, 1807: un dato importante, perché colloca l’autore spirituale molti anni prima della fondazione di San Felice e ancor prima della nascita degli Operai Evangelici. Bonanni aveva già maturato un proprio modo di guidare la meditazione quando la storia della Casa di Missione era ancora lontana.

Al centro sta la Passione del Signore. Il Crocifisso diventa per Bonanni il «gran libro di celeste sapienza», una pagina che non si esaurisce nella commozione per le sofferenze di Cristo e domanda invece di essere letta fino a lasciarsi giudicare e trasformare. La contemplazione della Passione mette il cristiano davanti all’amore con il quale è stato salvato e, nello stesso movimento, davanti alla propria risposta. La meditazione raggiunge così la vita morale e spirituale: ciò che si contempla deve modificare il modo di pensare, di scegliere e di vivere.

La Vita di Gesù Cristo meditata: un libro nato anche a San Felice

Il legame fra Bonanni scrittore e la Casa di Missione diventa ancora più evidente nella grande opera La Vita di Gesù Cristo meditata, pubblicata in quattro tomi a Spoleto fra il 1816 e il 1821. La dedica del primo tomo porta una data e un luogo che per questa sezione del blog hanno un valore particolare: «Solitudine di San Felice di Giano, 15 maggio 1816». Meno di un anno dopo l’apertura della Casa, dunque, Bonanni sta già scrivendo da San Felice e consegna alla stampa un percorso destinato ad accompagnare sistematicamente il lettore attraverso la vita del Signore.

Il programma dell’opera è semplice nella formulazione e impegnativo nelle conseguenze: conoscere Gesù Cristo, amarlo e imitarlo. Bonanni armonizza il racconto dei quattro Vangeli e ne ricava una successione di meditazioni nelle quali la conoscenza non rimane mai puramente intellettuale. La persona è condotta a considerare il mistero, a confrontarlo con la propria esistenza, a muovere la volontà verso Dio e a terminare con una decisione capace di accompagnare la giornata.

Come meditava Bonanni

Il metodo che emerge da queste opere merita di essere osservato con precisione, anche perché è diventato uno dei punti nei quali il pensiero di Bonanni continua oggi a essere utilizzato. L’autore invita anzitutto a porsi alla presenza di Dio e a preparare interiormente la meditazione. Entra poi in gioco l’intelletto, chiamato a considerare il mistero proposto; la verità contemplata viene successivamente accostata alla propria vita, perché il lettore possa riconoscere ciò che in lui deve essere confermato, corretto o convertito. Seguono gli affetti della volontà, il proposito concreto e il colloquio con Dio. Il frutto della meditazione deve infine essere custodito oltre il tempo della preghiera.

Da questa dinamica abbiamo ricavato, nei cammini spirituali contemporanei ispirati a Bonanni, la formula «Considera – Medita – Prega – Agisci». È bene precisarne la natura: non si tratta di quattro rubriche letteralmente usate da Bonanni, bensì di una rielaborazione pastorale che cerca di conservare il movimento fondamentale del suo metodo. La formula odierna rende più immediato l’itinerario; il testo originale rimane più articolato e comprende la presenza di Dio, la considerazione, l’esame della propria vita, gli affetti della volontà, il proposito, il colloquio e la custodia del frutto.

Questa distinzione permette anche di comprendere perché il metodo continui a essere fecondo senza bisogno di attribuire a Bonanni parole che non ha materialmente scritto. Ciò che viene ripreso oggi è la sua convinzione più profonda: una meditazione cristiana raggiunge il proprio scopo quando la verità contemplata scende dalla mente al cuore e dal cuore entra nelle decisioni concrete.

Il Mese santificato sul Preziosissimo Sangue

Dentro la storia delle origini dei Missionari si colloca anche Il Mese santificato sul Preziosissimo Sangue. L’opera richiede una particolare cautela nell’attribuzione. L’iniziativa è legata a san Gaspare del Bufalo; fra i materiali utilizzati figurano testi di san Vincenzo Maria Strambi; la redazione sostanziale viene attribuita a Gaetano Bonanni. Il volume uscì anonimo e la documentazione disponibile non consente di assegnare con sicurezza a Bonanni ogni singola formulazione.

Proprio questa genesi composita è significativa. Nei primi anni dell’opera missionaria la produzione spirituale nasce spesso da una circolazione di predicazioni, schemi, meditazioni e materiali destinati all’uso pastorale. Bonanni vi partecipa con quella capacità di ordinare e trasformare la materia della predicazione in un itinerario accessibile al lettore. Il libro appartiene quindi alla storia della spiritualità del Preziosissimo Sangue, mentre la prudenza sulle singole attribuzioni impedisce di trasformare una collaborazione delle origini in un’autorialità moderna che le fonti non permettono di dimostrare.

Lo spirito sacerdotale rinnovato

Nel 1825, ormai vescovo di Norcia, Bonanni pubblicò a Foligno Lo spirito sacerdotale rinnovato. Il titolo manifesta uno dei fili più costanti del suo ministero: il sacerdote ha bisogno di ritornare periodicamente alla grazia ricevuta nell’ordinazione, di verificare il proprio modo di vivere il ministero e di lasciare che la vocazione venga nuovamente illuminata davanti a Dio.

Il rinnovamento sacerdotale non è concepito come semplice recupero emotivo dell’entusiasmo degli inizi. Bonanni conduce il sacerdote a esaminare seriamente la propria vita, la preghiera, la celebrazione della Messa, l’Ufficio divino e l’esercizio del ministero. L’anniversario dell’ordinazione può diventare così un tempo privilegiato nel quale rientrare nella grazia ricevuta e misurare la distanza fra ciò che il sacerdote è stato chiamato a essere e ciò che concretamente sta vivendo.

In queste pagine il Bonanni autore coincide con il Bonanni formatore. Ciò che aveva cercato di fare raccogliendo sacerdoti per le missioni e ciò che aveva vissuto nella prima Casa di San Felice ritorna ora sotto forma di esercizio spirituale: il ministero non può vivere soltanto di attività, perché ha bisogno di essere continuamente ricondotto alla propria sorgente.

Quando lo scrittore diventa vescovo

L’episcopato modifica inevitabilmente anche la forma della scrittura. Accanto alle opere propriamente spirituali compaiono testi legati al governo della diocesi: il Sinodo diocesano del 1823, le Regole per i chierici del Seminario del 1834, notificazioni, lettere pastorali, editti di visita e altri documenti attraverso i quali il vescovo istruisce, disciplina e orienta la Chiesa affidatagli.

Cambia il genere letterario e cambia il destinatario, mentre rimane riconoscibile una convinzione di fondo: la parola scritta deve formare. Il predicatore che aveva preparato meditazioni perché il fedele potesse continuare da solo il proprio cammino diventa il vescovo che mette per iscritto indicazioni perché il clero, il seminario e la diocesi possano condividere un orientamento comune. Anche sotto questo aspetto gli scritti episcopali appartengono alla stessa biografia spirituale.

Il significato pastorale di questi documenti sarà sviluppato più diffusamente nel percorso dedicato a Gaetano Bonanni vescovo di Norcia, dove potranno essere letti dentro le concrete vicende della diocesi e del suo governo.

Una pagina che deve diventare vita

Attraversando gli scritti di Bonanni emerge una notevole continuità. La Passione di Cristo, la vita del Signore, il rinnovamento sacerdotale e persino i testi nati dal governo episcopale sono accomunati dal rifiuto di una lettura puramente passiva. Il lettore viene chiamato a sostare, comprendere, confrontarsi con ciò che ha letto e assumere una decisione. La pagina raggiunge il proprio scopo quando può essere lasciata alle spalle perché ciò che conteneva è entrato nella vita.

È questo il motivo per cui il metodo di Bonanni può ancora sostenere un itinerario spirituale contemporaneo. La formula Considera – Medita – Prega – Agisci ne raccoglie oggi pastoralmente il movimento essenziale: guardare con attenzione la verità proposta, lasciarla entrare nel proprio vissuto, portarla davanti a Dio e permetterle di generare un passo concreto. Fra il libro ottocentesco e il lettore di oggi cambia il linguaggio; rimane l’esigenza che la meditazione non termini con l’ultima riga.


Opere e testi richiamati

Gaetano Bonanni, Meditazioni sulla Passione di Gesù Cristo, Roma, 1807; successive edizioni e ristampe.

Gaetano Bonanni, La Vita di Gesù Cristo meditata, quattro tomi, Spoleto, 1816-1821.

Il Mese santificato sul Preziosissimo Sangue, opera anonima legata all’iniziativa di san Gaspare del Bufalo, con materiali di san Vincenzo Maria Strambi e redazione sostanziale attribuita a Gaetano Bonanni.

Gaetano Bonanni, Lo spirito sacerdotale rinnovato, Foligno, 1825.

Gaetano Bonanni, documentazione episcopale: Sinodo diocesano del 1823, Regole per i chierici del Seminario del 1834, lettere pastorali, notificazioni ed editti conservati nelle raccolte e negli archivi ecclesiastici.

Per conoscere e approfondire

Michele Colagiovanni, studio biografico e documentario dedicato a Gaetano Bonanni, 2022.

Una vita consegnata. Mons. Gaetano Bonanni, con la ricostruzione della produzione spirituale, pastorale ed episcopale e il catalogo delle opere documentate.