I volti di una storia affidata

I Superiori Generali dei Missionari del Preziosissimo Sangue da san Gaspare a oggi

San Felice non è stata in ogni epoca la sede del governo generale della Congregazione. È però la Casa Madre, il luogo nel quale la vita comune dei Missionari prese forma e dal quale la storia dell’Istituto continua a essere riletta. Per questo i volti di coloro che, dopo il Fondatore, hanno ricevuto la responsabilità del governo appartengono anche alla memoria di queste mura.

La successione non forma una semplice galleria d’onore. Ogni volto appartiene a una stagione della Congregazione, con le sue fatiche, le decisioni dei Capitoli, le trasformazioni della Chiesa e le consegne affidate ai Missionari. Alcuni generalati si incrociano direttamente con San Felice; altri mostrano come l’Istituto nato nelle Case di Missione italiane sia progressivamente diventato una famiglia internazionale.

Dalla fondazione alla Casa perduta (1815-1884)

All’inizio non c’è ancora una successione da amministrare: c’è Gaspare. L’autorità nasce dentro la missione, mentre le prime Case prendono forma e la vita comune cerca una fisionomia stabile. Alla morte del Fondatore, nel 1837, il problema della continuità diventa immediatamente concreto. Biagio Valentini riceve l’incarico di custodire un’opera ancora giovane; Giovanni Merlini, dal 1847, la accompagna per oltre un quarto di secolo, raccogliendo l’eredità spirituale di Gaspare e guidando l’Istituto attraverso una stagione politica ed ecclesiale profondamente mutata.

Ritratto di San Gaspare del Bufalo C.PP.S., Fondatore e primo Superiore dell’Istituto
San Gaspare del Bufalo
1815-1837
Ritratto di Biagio Valentini C.PP.S., primo successore di san Gaspare
Biagio Valentini
1838-1847
Ritratto di Giovanni Merlini C.PP.S., Moderatore Generale
Giovanni Merlini
1847-1873
Ritratto di Enrico Rizzoli C.PP.S., Moderatore Generale
Enrico Rizzoli
1873-1884

Proprio durante il lungo governo di Merlini San Felice viene travolta dalle soppressioni. Nel 1862 i Missionari sono costretti ad abbandonare la Casa Madre. Enrico Rizzoli eredita nel 1873 una Congregazione che ha ormai conosciuto la dispersione di molte presenze italiane e deve continuare a vivere senza poter rientrare nel luogo delle origini.

Quando il governo incontra l’episcopato (1884-1905)

La fine dell’Ottocento porta con sé una situazione singolare. Gaetano Caporali e Salvatore Palmieri vengono chiamati entrambi al ministero episcopale mentre la vita della Congregazione continua a chiedere una guida. In Caporali la nomina ad Otranto si sovrappone alla parte conclusiva del generalato. Palmieri, già arcivescovo di Rossano, lascia quella sede nel 1891 e assume il governo dell’Istituto; la successiva nomina a Brindisi apre nuovamente il problema del rapporto tra il ministero diocesano e la responsabilità verso la Congregazione. Nel 1894 la guida passa a Luigi Biaschelli.

Ritratto di Gaetano Caporali C.PP.S., Moderatore Generale e arcivescovo di Otranto
Gaetano Caporali
1884-1891
Ritratto di Salvatore Palmieri C.PP.S., Moderatore Generale e arcivescovo
Salvatore Palmieri
1891-1894
Ritratto di Luigi Biaschelli C.PP.S., Moderatore Generale
Luigi Biaschelli
1894-1905

Non si tratta soltanto di tre nomi consecutivi. In quegli anni matura la necessità di dare alla Congregazione una rappresentanza più ordinata e condivisa. Nel 1895 viene predisposto l’Ordo tenendus; la Santa Sede approva la divisione dell’Istituto in Province e stabilisce che ciascuna possa partecipare al Capitolo attraverso il Provinciale e un delegato.

14 aprile 1896: il I Capitolo Generale

A Santa Maria in Trivio si riunisce il primo Capitolo Generale organizzato secondo la nuova rappresentanza delle Province. Luigi Biaschelli viene confermato Superiore Generale a vita; Giacinto Petroni è pro-Moderatore Generale per sei anni. La Congregazione comincia così a passare da un governo fortemente accentrato a una struttura nella quale le diverse realtà dell’Istituto acquistano una voce più riconoscibile.

Petroni, Velardi e il ritorno a San Felice (1905-1947)

Alla morte di Biaschelli, il Capitolo del 1905 elegge Giacinto Petroni. Una memoria interna dell’elezione lo ricorda inginocchiato davanti all’assemblea mentre chiede di essere risparmiato dall’onere del generalato. L’immagine dice molto del modo con cui egli avvertiva quella responsabilità. Petroni, nato a Giano dell’Umbria, guiderà l’Istituto per oltre vent’anni e terrà vivo anche il desiderio di recuperare San Felice.

Ritratto di Giacinto Petroni C.PP.S., Moderatore Generale
Giacinto Petroni
1905-1928
Ritratto di Antonio Velardi C.PP.S., Moderatore Generale
Antonio Velardi
1928-1937
Ritratto di Lorenzo Colagiovanni C.PP.S., Moderatore Generale
Lorenzo Colagiovanni
1938-1947

Il IV Capitolo Generale, celebrato nel 1921 dopo il rinvio imposto dalla guerra, conferma Petroni. Il passaggio del 1928 sarà molto più tormentato. Le tensioni interne conducono alle sue dimissioni e il V Capitolo elegge Antonio Velardi. Nella stessa assemblea viene modificata una regola decisiva: l’ufficio del Generale cessa di essere vitalizio e viene fissato a dodici anni.

Velardi imprime al governo un forte impulso, soprattutto nel campo vocazionale e nella ricerca di nuove forze. Proprio la formazione dei candidati, insieme al modo di esercitare il governo e ad altre tensioni interne, diventa uno dei nodi della Visita Apostolica che attraversa la Congregazione negli anni Trenta. Nel novembre 1937 il Visitatore destituisce l’intera Direzione Generale. Una nuova Direzione viene affidata a Lorenzo Colagiovanni. Poche settimane dopo, il 27 dicembre, i Missionari rientrano a San Felice. La Casa Madre torna così alla Congregazione nel momento stesso in cui l’Istituto attraversa una delle crisi istituzionali più profonde della propria storia.

I Capitoli del passaggio

Nel 1905 il III Capitolo Generale elegge Petroni; nel 1921 il IV lo conferma; nel 1928 il V Capitolo apre il generalato di Velardi e trasforma la durata dell’ufficio generale. Dietro la successione dei volti si vede ormai una Congregazione che cerca forme di governo più definite, mentre le Province acquistano peso e responsabilità.

Dalla ricostruzione al rinnovamento conciliare (1947-1995)

Nel 1947 il VII Capitolo Generale elegge Herbert Kramer. Con lui termina la lunga serie dei Superiori Generali italiani e la guida dell’Istituto assume visibilmente una dimensione internazionale. Dodici anni dopo gli succede Herbert Linenberger, che accompagna la Congregazione verso il Concilio Vaticano II e dentro le domande di rinnovamento che già attraversano la vita religiosa.

Ritratto di Herbert Kramer C.PP.S., Moderatore Generale
Herbert Kramer
1947-1959
Ritratto di Herbert Linenberger C.PP.S., Moderatore Generale
Herbert Linenberger
1959-1971
Ritratto di Daniel Schaefer C.PP.S., Moderatore Generale
Daniel Schaefer
1971-1983
Ritratto di Anton Loipfinger C.PP.S., Moderatore Generale
Anton Loipfinger
1983-1995

La circolare di Linenberger del 15 agosto 1961 chiede ai Missionari un «continuo esame di coscienza». Il punto non è conservare ogni forma del passato né recidere le radici, ma distinguere ciò che appartiene all’essenza dell’Istituto da ciò che può mutare. Il Generale domanda se sia ancora vivo quel «filo d’oro» che unisce i Missionari al Fondatore e richiama la Regola come via concreta per custodirne lo spirito.

1969: un Capitolo lungo trentotto giorni

Il Capitolo Generale del 1969 coinvolge ampiamente le Province e insiste sulla collaborazione, sul dialogo e sulla partecipazione. Riafferma il vinculum caritatis come principio della vita comune e identifica nel ministerium verbi il servizio proprio dell’Istituto. Il rinnovamento viene misurato sulla fedeltà agli ideali del Fondatore, sulle attese della Chiesa e sulle condizioni dell’uomo contemporaneo.

Daniel Schaefer, eletto nel 1971, riceve una Congregazione che sta cercando di tradurre in forme di vita gli orientamenti conciliari. Gli Statuti, la formazione e il rapporto tra autonomia delle Province e unità dell’Istituto diventano temi quotidiani. Nel 1983 viene eletto Anton Loipfinger. Negli anni del suo generalato la riflessione torna con forza sulla missione universale. Accogliendo la Redemptoris missio di Giovanni Paolo II, Loipfinger richiama i Missionari alla coerenza tra annuncio e vita e ricorda che l’evangelizzazione riguarda l’intero popolo di Dio.

Nel tempo globale (1995-oggi)

Con Barry Fischer la Congregazione entra pienamente nel tempo della globalizzazione. Parlando alla Provincia Italiana nel 2000, il Moderatore Generale richiama il vincolo di carità ricevuto dal Fondatore e chiede di guardare alle trasformazioni del mondo senza restringere l’orizzonte della missione. Le migrazioni, le differenze culturali e la distribuzione delle risorse tra le diverse aree della Congregazione chiedono un modo più internazionale di pensare e di decidere.

Ritratto di Barry Fischer C.PP.S., Moderatore Generale
Barry Fischer
1995-2007
Ritratto di Francesco Bartoloni C.PP.S., Moderatore Generale
Francesco Bartoloni
2007-2013
Ritratto di William Nordenbrock C.PP.S., Moderatore Generale
William Nordenbrock
2013-2019
Ritratto di Emanuele Lupi C.PP.S., Moderatore Generale
Emanuele Lupi
dal 2019

Francesco Bartoloni viene eletto nel 2007, William Nordenbrock nel 2013. Durante il suo generalato San Felice celebra nel 2015 il Bicentenario della fondazione della Congregazione e nel chiostro viene completata la grande rappresentazione pittorica della successione dei Superiori Generali. Nel 2019 la responsabilità passa a Emanuele Lupi. La Congregazione che egli riceve è ormai stabilmente internazionale e continua a interrogarsi su come custodire il carisma del Sangue di Cristo dentro condizioni ecclesiali e culturali molto diverse da quelle nelle quali l’Istituto era nato.

I volti reali e i volti dipinti

Nel chiostro di San Felice questi uomini sono diventati una successione dipinta. In questa pagina tornano ad avere il loro volto reale. Le due serie si illuminano a vicenda: l’affresco mostra la continuità dell’Istituto, i ritratti restituiscono la concretezza delle persone alle quali quella responsabilità fu affidata.

La storia del governo generale non coincide con la storia di San Felice. Vi entra però continuamente. Merlini porta il dolore della perdita della Casa Madre; Petroni ne coltiva il recupero; Velardi accompagna i lavori che preparano il ritorno; Colagiovanni guida l’Istituto quando i Missionari rientrano. Più tardi, il Bicentenario riunisce nuovamente in queste mura la memoria dei successori di Gaspare. San Felice rimane così un luogo dal quale la Congregazione può guardare la propria storia senza ridurla a una cronologia.


Fonti e approfondimenti

Mario Proietti, 200 anni di noi. Cronaca della Casa di Missione di Rimini, Editrice Stilgraf, 2024. Il volume conserva la cronologia dei Superiori Generali, le notizie sui Capitoli e numerose circolari e indicazioni del governo generale lette dentro la vita concreta delle comunità.

Per la memoria visiva della successione si veda anche la pagina dedicata al ciclo pittorico del Bicentenario nel chiostro di San Felice.