Luigi Achille. «Il santo Achille», prototipo degli economi

Luigi Achille appartiene a quella prima generazione di Missionari che conobbe San Felice quando la Casa aveva ancora il sapore delle cose appena cominciate. Le stanze chiedevano ordine, gli uomini erano pochi e ogni nuova missione sottraeva alla comunità qualcuno che fino al giorno prima si occupava anche delle necessità più semplici. Achille imparò San Felice da dentro, prima ancora che gli fosse affidato il governo.

Tra il 1819 e il 1820 il suo nome compare già nella vita della Casa e nell’agosto del 1820 gli vengono affidati compiti interni di responsabilità. Due anni più tardi Gaspare lo indica senza esitazioni come «Missionario Superiore di quella Casa». Alla fine di luglio del 1822, mentre dispone l’invio di stoffa per le camicie dei fratelli inservienti, ordina che tutto venga consegnato «in S. Felice al Signor Don Luigi Achille Missionario Superiore di quella Casa».

È quasi una fotografia della sua responsabilità. Il Superiore compare in una lettera che parla di stoffa, perché governare San Felice significa anche questo: assicurarsi che i fratelli abbiano ciò che serve, che la Casa rimanga ordinata e che chi parte per le missioni possa farlo sapendo di avere un luogo al quale tornare. Pochi giorni dopo Gaspare chiede che un altro sacerdote raggiunga Giano per aiutarlo, mentre molti confratelli sono fuori impegnati nella predicazione.

Achille possedeva un modo molto concreto di prendersi cura della comunità. Anni dopo, nel gennaio del 1832, Gaspare raccomanderà a Pietro Spina di imitarlo nella pulizia e nell’«assestamento», chiamando il defunto confratello «Prototipo degli Economi». È una definizione che permette quasi di vederlo muoversi nella Casa: attento alle stanze, alle cose che servono, a quell’ordine discreto che rende una dimora capace di accogliere e di sostenere la vita missionaria.

La stima di Gaspare va ancora più in profondità. Nell’aprile del 1822, parlando della sua destinazione e delle fatiche che l’età rendeva ormai più pesanti, lo chiama semplicemente «il santo Achille». Non è il titolo di un ufficio e neppure un elogio solenne. Sembra piuttosto il modo affettuoso con cui il Fondatore guarda a un uomo di cui conosce la fedeltà, le forze che diminuiscono e la disponibilità con la quale continua a servire.

Il suo governo di San Felice nel 1822 dura poco. Gli spostamenti diventano più difficili e negli ultimi anni Gaspare lo farà passare ad Albano, dove potrà ricevere le attenzioni richieste dalla sua condizione. Il legame con Giano, però, rimane impresso anche nelle vicende economiche successive alla sua morte.

Achille aveva infatti impiegato somme proprie per la sistemazione e l’attivazione della Casa. Dopo la morte, avvenuta nell’aprile del 1825, gli eredi risultano ancora creditori di oltre quattrocento scudi. Una parte di ciò che San Felice era diventata aveva richiesto anche risorse messe personalmente da lui, e la comunità avrebbe dovuto provvedere a restituirle.

Gaspare non lascia quella vicenda sospesa. Nel giugno del 1827 può finalmente scrivere: «Cogli arretrati di Giano ho estinto il credito degli Eredi Achille». Anche dopo la morte del confratello, la Casa continua quindi a portare la traccia concreta di quanto egli vi aveva investito.

Poco prima della fine, il 13 aprile 1825, Gaspare lo ricorda come «uno dei primi Compagni in Giano». È forse questa la chiave più bella per comprendere la sua figura. Achille non fu soltanto un amministratore capace; appartenne alla generazione che aveva visto San Felice crescere quando tutto era ancora fragile e che si era presa cura della Casa con la stessa serietà con cui si custodisce qualcosa che non appartiene soltanto a noi.

Così, quando anni dopo Gaspare lo propone come «Prototipo degli Economi», dietro la parola economo rimane il ricordo di un uomo che aveva saputo tenere insieme il Vangelo e le piccole cose necessarie perché il Vangelo potesse essere predicato. A San Felice anche questo diventò missione.


Fonti principali

San Gaspare del Bufalo, Epistolario: lettere nn. 324, 615, 616, 1121, 1126, 1241, 1271, 1470, 1622, 1651, 2276, 3822.