La vita nelle immagini

L’Abbazia di San Felice nel 1957

Abbazia di San Felice · Il Probandato

La vita nelle immagini

Fotografie, luoghi e volti del Probandato di San Felice

Il patrimonio fotografico del Probandato permette di vedere ciò che la cronaca racconta: i ragazzi, i gruppi, gli ambienti, il lavoro, le celebrazioni, le passeggiate, le gite, il teatro e i momenti di ricreazione. Alcune fotografie portano con sé una data e un luogo precisi; altre conservano soprattutto un volto, un gesto o una scena quotidiana. Riunite insieme, restituiscono il ritmo di una casa abitata e permettono alla memoria scritta di acquistare una presenza diversa.

I primi anni: luoghi, gite e pellegrinaggi

Castagnola: una delle immagini legate alla vita pastorale dei giovani.
Castagnola: una delle immagini legate alla vita pastorale dei giovani.
Roccaporena, 16 maggio 1955.
Roccaporena, 16 maggio 1955.
Bolsena, 10 luglio 1956.
Bolsena, 10 luglio 1956.
Cascia, 27 agosto 1956.
Cascia, 27 agosto 1956.
Roccaporena, 27 agosto 1956.
Roccaporena, 27 agosto 1956.
L’erezione della croce alla Madonna del Pianto, 7 aprile 1957
L’erezione della croce alla Madonna del Pianto, 7 aprile 1957. La croce era stata costruita con due vecchie travi recuperate dal tetto dell’Abbazia, per essere ricollocata nel luogo dove anticamente ne esisteva una.
Estate 1957.
Estate 1957.
Gualdo Cattaneo, 25 aprile 1957.
Gualdo Cattaneo, 25 aprile 1957.
Gualdo Cattaneo, 25 aprile 1957.
Gualdo Cattaneo, 25 aprile 1957.
Sui Monti Martani, 1957.
Sui Monti Martani, 1957.
Sui Monti Martani, 1957.
Sui Monti Martani, 1957.
Roccaporena, 18 luglio 1957.
Roccaporena, 18 luglio 1957.
Santuario di Castelvecchio, 23 maggio 1957.
Santuario di Castelvecchio, 23 maggio 1957.

La vita quotidiana

Accanto alle grandi occasioni restano le immagini più semplici: il teatro, una scena ordinaria, l’inverno che cambia il paesaggio dell’Abbazia. Sono fotografie meno solenni e proprio per questo vicine alla vita che si svolgeva ogni giorno tra quelle mura.

Una recita: il teatro e le attività comuni facevano parte della vita della casa.
Una recita: il teatro e le attività comuni facevano parte della vita della casa.
Una scena ordinaria della vita del Probandato.
Una scena ordinaria della vita del Probandato.
Una nevicata a San Felice.
Una nevicata a San Felice.

Volti e gruppi

Alcune fotografie hanno conservato con sé una data e un luogo; altre hanno perduto queste coordinate e ci consegnano soltanto un volto, un gruppo, una giornata. Anche così appartengono alla vita di San Felice: non sappiamo sempre quando furono scattate, riconosciamo però il mondo che custodiscono.

Volti e vita comunitaria del Probandato.
Volti e vita comunitaria del Probandato.
Un momento della vita dei ragazzi.
Un momento della vita dei ragazzi.
Un momento della vita del Probandato.
Un momento della vita del Probandato.
Un momento della vita del Probandato.
Un momento della vita del Probandato.
Un momento della vita del Probandato.
Un momento della vita del Probandato.
Un gruppo della stagione del Probandato.
Un gruppo della stagione del Probandato.
Un altro frammento della memoria fotografica della casa.
Un altro frammento della memoria fotografica della casa.
Don Gennario Cespites con don Giuseppe De Sario
Don Gennario Cespites con don Giuseppe De Sario, due Missionari legati alla vita della comunità di San Felice negli anni del Probandato.
Il Provinciale don Quattrino con don Pietro Battista e lo scultore Verroca
Il Provinciale don Quattrino con don Pietro Battista e lo scultore Verroca, autore del monumento a San Gaspare e delle stazioni della Via Crucis lungo il viale dell’Abbazia.
Il Provinciale don Quattrino con don Pietro Battista e il pittore Michelangelo Bedini
Il Provinciale don Quattrino con don Pietro Battista e il pittore Michelangelo Bedini, autore delle pitture del Cappellone, l’antica sagrestia dell’Abbazia.
Un gruppo di ragazzi del Probandato di San Felice
Un gruppo di ragazzi del Probandato di San Felice.

Accanto alle fotografie raccolte qui, altre accompagnano i diversi anni del Probandato nelle pagine precedenti. Insieme compongono un album sparso della casa: volti, luoghi e giornate che continuano a restituire presenza a ciò che le parole hanno raccontato.


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